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Leggi l'intervista con ANDREA CAMERINELLI, Responsabile Accise e Dogane di Eni sulle novità in ambito di Accise

07 Gennaio 2020 News Amministrativo
  1. Il soggetto obbligato d’imposta, come può tutelare il proprio cliente in presenza di un prolungato silenzio dell’ADM ad un’istanza di rimborso?

Dal combinato disposto degli articoli 19 e 21 del D.L.vo 546 del 31 dicembre 1992 sul processo tributario (in tema rispettivamente di “Atti impugnabili e oggetto del ricorso” e “Termine per la proposizione del ricorso”) è possibile proporre ricorso avverso il rifiuto tacito al rimborso da parte dell’Amministrazione Finanziaria dopo il 90° giorno dalla domanda di restituzione, presentata entro i termini previsti da ciascuna legge d’imposta (i.e. entro il termine decadenziale biennale di cui all’art. 14 del TU Accise) e fino a quando il diritto alla restituzione non è prescritto.

La stessa Agenzia con la propria Circolare n. 48/D 26 luglio 2002 ha chiarito che l’istanza di rimborso presentata entro i termini previsti annulla gli effetti della decadenza, ma in ogni caso occorre tener conto dei termini di prescrizione del diritto. Vale a dire, occorre sempre ripresentare l’istanza/nei fatti rinnovandola entro il termine civilistico di prescrizione del diritto al rimborso.

Non esprimendosi specificatamente l’Agenzia in merito alla prescrizione, riteniamo cautelativamente applicabile, nella gestione corrente dei crediti, la prescrizione civilistica quinquennale decorrente dalla data dell’istanza di rimborso, in luogo del termine ordinario decennale.

  1. Per poter applicare la corretta aliquota d’accisa ai quantitativi di gas naturale forniti, è noto che il soggetto obbligato d’imposta richieda al proprio cliente/consumatore finale un’istanza (la c.d. “dichiarazione d’uso”) con la quale questo dichiara, tra l’altro, l’utilizzo del prodotto.

Si chiede quale sia l’origine di questo modus operandi.

L'art. 4, comma 4, del Decreto ministeriale 12 luglio 1977, prevede che le aziende erogatrici sono tenute ad acquisire i certificati camerali comprovanti l'iscrizione dei clienti fra le imprese industriali ed artigiane, in assenza dei quali il gas metano (ndr ora gas naturale) consumato va assoggettato ad imposta in misura piena.

Tuttavia, al riguardo, si segnala l'art. 43 del D.P.R. 28.12.2000 n. 445 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa), pubblicato sul S.O. alla G.U. n. 42 del 20.2.2001 ed entrato in vigore il 7 marzo 2001, che prevede, fra l'altro, che in luogo dei certificati comprovanti l'iscrizione in albi e in elenchi tenuti da pubbliche amministrazioni (fra cui rientrano i certificati camerali), i gestori di pubblici servizi sono tenuti ad acquisire d'ufficio le informazioni (nel caso di specie direttamente dalle Camere di Commercio, Industria, Artigianato e Agricoltura), ovvero ad accettare la dichiarazione sostitutiva prodotta dal cliente

Ne deriva che - a partire dal 7 marzo 2001 - è venuto meno l'obbligo di acquisire il certificato C.C.I.A.A., potendo quest'ultimo essere sostituito da apposita dichiarazione, tenuto conto delle nuove disposizioni recate in materia dal citato D.P.R. n. 445/2000.

Prima di questo D.P.R., l’Agenzia si era comunque già espressa nella stessa direzione con la Circolare n. 57/D, prot. 9300281/IV del 18 maggio 1994.

  1. Si chiede quale sia il termine di decorrenza dal quale poter applicare la più favorevole aliquota d’accisa industriale richiesta dal cliente finale utilizzatore.

Considerato quanto più volte espresso da parte dell’Avvocatura generale dello Stato, è meritevole di essere senz’altro sottolineato il fatto che l’applicazione a favore del cliente finale utilizzatore dell’aliquota industriale, può trovare applicazione da parte del soggetto fornitore del gas naturale (soggetto obbligato d’imposta) dal momento in cui gli viene presentata la richiesta del riconoscimento del beneficio da parte dell’avente diritto.

In tale direzione è il telescritto dell’Agenzia delle Dogane prot. 89405 del 9 luglio 2009, nella parte in cui, per l’appunto, asserisce che: “ciò premesso, considerato quanto ritenuto dall’Avvocatura Generale dello Stato … si ribadisce in linea generale il consolidato principio per cui la favorevole aliquota per combustione ‘per usi industriali’ può trovare applicazione a partire dal momento della presentazione della propria richiesta da parte degli aventi diritto ai soggetti fornitori”.

Sul punto si è espressa anche la Cassazione a Sez. Unite (Cass. civ. Sez. Unite, Sentenza del 1 febbraio 2016, n. 1837) nella parte in cui viene affermato il principio di diritto secondo cui la domanda di ripetizione di indebito tra il consumatore ed il fornitore “di quanto indebitamente pagato per la mancata applicazione del beneficio dell'aliquota ridotta sul gas metano utilizzato per usi industriali, previsto dal D.L. n. 15 del 1977, art. 10 e dal D.Lgs. 26 ottobre 1995, n. 504, art. 26, come modificato dalla L. 23 dicembre 1999, n. 488, art. 12, comma 5, lett. c, può essere accolta con effetti decorrenti dalla data di presentazione della relativa istanza all'Autorità finanziaria e non da un momento anteriore, posto che il godimento del relativo beneficio è subordinato alla dimostrazione della sussistenza dei relativi presupposti da parte del contribuente e alla verifica dei medesimi da parte dell'autorità competente.”

  1. Per la somministrazione del gas naturale destinato alla produzione di energia elettrica, è noto che fino ad oggi il soggetto obbligato d’imposta applichi l’aliquota di accisa agevolata (i.e. punto 11 della Tabella A del TUA) solo dopo che il cliente finale utilizzatore gli abbia testimoniato di essere stato all’uopo autorizzato dall’Ufficio delle dogane territorialmente competente sull’impianto.
  • Si chiede quale sia l’origine di questa prescrizione.
  • Quali sono le novità/conseguenze in merito a questo punto introdotte dalla nuova Legge di Bilancio 2020?

L’origine della prescrizione.

Quanto detto vale: (i) nel rispetto delle istruzioni fornite dal telescritto MF prot. 9003612/XI del 30/6/1990 (cfr. al punto in chiusura) dedicato alle attività che sia gli utenti interessati che le dogane devono obbligatoriamente svolgere nell’ipotesi di una somministrazione di gas naturale per produzione di energia elettrica, e (ii) così come di seguito ribadito dalla Direttoriale prot. 18612/RI del 1/7/2010 - regolamento per l’individuazione dei termini ed i responsabili dei procedimenti amministrativi di competenza dell’Agenzia delle dogane - dove al punto n. 5 della relativa tabella allegata è stabilito in 90 giorni il termine massimo entro il quale l’Ufficio delle dogane deve ammettere all’accisa agevolata/punto 11 Tabella A del TUA l’impiego di un prodotto energetico, il tutto nel rispetto dell’art. 24 del TUA.

Utile a confermare quanto precede è altresì l’ulteriore nota AD prot. 80667 del 7/8/2013 ove è prescritto che il diritto ad una (nei fatti) agevolazione d’accisa deve essere previamente riconosciuta, con efficacia “ex nunc” (letteralmente, da ora in poi).

LE NOVITA’ della Legge di Bilancio 2020, per quanto riguarda l’accisa sui prodotti energetici impiegati per produrre energia elettrica.

Con l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2020, da quest’anno i prodotti impiegati per produrre energia elettrica vengono assoggettati ad una aliquota di accisa ordinaria. Fino al 31 dicembre 2019 sono stati assoggettati (come detto) ad una aliquota agevolata (punto 11, Tabella A del TUA).

Ne dovrebbe conseguire che l’aliquota potrà essere applicata dal momento in cui sarà presentata la richiesta unitamente alla documentazione usualmente esibita dal cliente (la c.d. “dichiarazione d’uso”). Non dovrebbe quindi essere più necessario aspettare l’autorizzazione dell’Ufficio. L’Agenzia comunque (è una ipotesi) potrebbe disciplinare tale destinazione d’uso richiedendo che unitamente alla certificazione venga allegata copia della denuncia di officina per la produzione di energia elettrica.